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«E’ una situazione stranissima, viviamo nell’incertezza totale. Sono pronto ad abbandonare»: l’allenatore Marco Rossi minaccia di lasciare la Cavese se non ci saranno entro domani novità societarie. Prende quota l’ipotesi Poziello, ex patron del Giugliano, il cui avvento sarebbe accompagnato dall’ingaggio “ufficiale” di Maglione”. Oggi, intanto, il primo test amichevole…
Tirare le somme di venerdì, entro domani dentro o fuori. Marco Rossi passa da una storia incredibile all’altra. Dalla Scafatese, fresco ed amaro ricordo di anti-calcio, alla strettissima attualità Cavese, fatta di punti interrogativi giganteschi e di macigni sul futuro. Il tecnico piemontese parla dal ritiro di Telese: «E’ una situazione stranissima. Tra meno di un mese c’è il campionato e qui viviamo nell’incertezza totale su quel che accadrà o potrebbe accadere. Domani, se non compaiono all’orizzonte certezze, sono pronto ad abbandonare. Il lavoro mio e dei collaboratori Cotugno e Barbato prosegue con professionalità, stesso discorso per i ragazzi, quelli sotto contratto e quelli senza contratto. Ma bisogna arrivare a capire se il sottoscritto e Maglione rientrano nei piani della società e soprattutto come è strutturata la società».
Un incubo il calcio nostrano per Rossi, che pure l’ha conosciuto in tempi non sospetti, quando da calciatore si cimentò a Pozzuoli. A gennaio lo chiamò la Scafatese per sostituire Pasquale Esposito. Tutti conoscono il finale del film gialloblù: miracolo in campo con la salvezza ottenuta, poi il flop con la mancata iscrizione e nel mezzo soldi zero per i protagonisti del miracolo, calciatori ed appunto allenatore. Sapeva, Rossi, dei problemi di ripartenza aquilotta. Però, forse, non si immaginava una situazione del genere dopo aver iniziato la fase di ritiro. E’ il primo ad augurarsi la svolta: «Per Cava, per i cavesi. Qualsiasi tipo di soluzione».
Il destino di Rossi praticamente legato a quel che accadrà fuori dal campo, nelle stanze di una società ancora da delineare dopo l’impresa relativa all’avvenuta iscrizione al campionato. Con Maglione resta lui. Ma Maglione arriva solo, dicono tutti quelli che conoscono la situazione, se si insedia con forza Poziello, l’ex patron del Giugliano, intenzionato al rientro in quel mondo del calcio abbandonato qualche anno fa. Nel frattempo, oggi la prima uscita contro una rappresentativa locale. Sarà una Cavese con numero limitatissimo di gente sotto contratto. Problema analogo per il debutto in Tim Cup col Gubbio.
Il rebus delle quote
Stessa scadenza, il fatal venerdì, cioè domani, data dal sindaco Marco Galdi a chi volesse farsi avanti, cominciando a sborsare altri quattrini, ed a prendere buona parte delle quote del club. La soluzione “indigena” resta quotata, ma al momento non ha fatto segnare la svolta vera e propria, cioè il vero passo in avanti da parte del gruppo cavese. Si parla invece, con più chance, di un insediamento al vertice che sia extra-Cava. La soluzione Poziello garantirebbe la permanenza dell’appena delineata area tecnica, cioè Maglione e Rossi. Ma potrebbe esserci un coinvolgimento maggiore di Lombardi e c’è chi sussurra persino di un ritorno di fiamma da parte di Belfiore.
Andrea De Caro

